A.L.M.A. Blog ha preso il largo

by admin on 27 gennaio 2012

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Non è apparsa nessuna stella all’orizzonte al momento della sua nascita, eppure c’è di che gridare al miracolo. Mai nella storia dei media si è visto tanto clamore per la nascita di un blog. Un blog composto per lo più da migranti, di tutte le generazioni. Anche se ufficialmente non ne possiamo dichiarare più di due: prima e seconda generazione. I migranti di prima generazione sono quelli approdati in Italia praticamente subito dopo lo svezzamento. Mentre i secondi sono nati qua. In tutto disponiamo di due generazioni, non una di più. Per altre generazioni non c’è spazio: vige il numero chiuso. Inutile illuderle e condannarle a un futuro di stenti e clandestinità. Meglio dissuaderle dal venire al mondo.

Proprio in queste ore, a tal proposito, approfittando di un momento di stanchezza dei leghisti, Beppe Grillo, preso da repentino furore senile, si è all’improvviso catapultato nell’agone mediatico brandendo alla cieca l’hashtag dello jus soli. Mettendosi a cavillare anche lui su chi fra gli stranieri è idoneo ad avere la cittadinanza e chi no. La mia preoccupazione è che a qualcuno non venga in mente di indagare, in un eccesso di amor patrio, anche sul dove il malcapitato immigrato fosse stato concepito. Per poi magari decretare che solo i concepiti in acque internazionali potranno semmai fregiarsi della tanto ambita cittadinanza italiana.

Ma jus soli o no, questo blog, appena nato, si sta conquistando un’ampia fetta di cittadinanza.
Richieste di interviste come piovesse. Scatenate le emittenti radiofoniche. Comprese Caterpillar e Radio città del capo.
Per firma di Vladimiro Polchi un articolo, un tantino concitato per la verità, su Repubblica.it. E scusate se è poco.

Insomma come inizio, considerando anche le quasi 2000 ( per ora) visite quotidiane non c’è male. Una partenza a razzo. Ma il collettivo tiene ben saldi i piedi per terra e non ha nessuna intenzione di farsi travolgere da cotanto successo.
Anzi, per meglio gestire il futuro brillante che gli si prospetta, il collettivo intende dotarsi di un comitato redazionale.
Per ora l’unica unanimità raggiunta in proposito è quella di metterne a capo il saggio del gruppo: Karim Metref. Mentre Igiaba Scego, per via della sua passione sfrenata per i microfoni, si è già saldamente piazzata a capo dell’ufficio stampa. Per altro, la sua approfondita e capillare conoscenza di tutte le radio minori di Tor Pignattara sta già regalando ampia visibilità all’intero collettivo. Ma la ragzaza è tenace. E non mi sorprenderebbe vederla, in una fugace apparizione, sul palco di San Remo ad annunciare, sotto lo sguardo benevolo di Gianni Morandi, anche da lì la nascita di A.L.M.A. Blog.

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L’Italia sono anch’io?

by admin on 27 gennaio 2012

L’Italia sono anch’io?
Questa è la domanda che vado rivolgendo all’Italia da molti anni a questa parte. Senza mai ottenere risposta. Finora. Da un paio di giorni a questa parte invece, gli italiani, tutti in una volta, hanno deciso finalmente di rispondere al mio spinoso quesito. Le voci sono tante e concitate che non riesco a distinguere bene cosa mi stiano rispondendo. Tuttavia, nel generale frastuono, due voci s’innalzano forti e chiare. Una è la voce di Beppe Grillo e l’altra è quella di Giovanni Sartori. Due influenti opinion leaders, che da anni vanno opinando su tutto lo sciibile, con alterna fortuna. Purtroppo ultimamente gli gira male: non ne azzeccano una. Perché capisco che non vogliano darmi la cittadinanza, ma che almeno argomentassero. Invece Grillo mi sta dicendo che no, l’Italia non sono anch’io, e come argomentazione mi liquida dicendomi che “é senza senso”. Mentre Sartori mi motiva il suo diniego con un beffardo “è una soluzione di buon senso”.
Quel che a me invece fa senso è l’assistere, col tempo che passa, al galoppante logorio di menti che facevano proprio di caratteristiche quali la lucidità delle analisi e la coerenza nell’esporre le loro ragioni e nel confutare quelle altrui i loro cavalli di battaglia.

L’Italia sono anch’io? mah, vedremo. Evidentemente i tempi non sono ancora maturi e tocca convivere con questa grana esistenziale chissà per quanto tempo ancora, anche se, lasciatemelo dire, questa condizione un senso non ce l’ha.
Te,Vasco, che ne pensi?
“Sai che cosa penso…anche se non ha senso…domani arriverà…

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Introduzione al mondo

by admin on 24 gennaio 2012

libro
Introduzione al mondo, di Idolo Hozhvogli

Già dalle prime parole lette non capivo. Ma ho continuato ugualmente a leggere. Capendo a sprazzi. Intuendo talvolta. Intanto nella mente germogliava il primo giudizio da recensore, un abozzo del profilo dell’autore: è un ragazzo intelligente, di un’intelligenza ostica.
Questi pensieri, utili per la recensione, tuttavia mi distoglievano dalla trama. Perchè la trama non esiste, o io non l’ho afferrata. Non dimentichiamoci che, lo ripeto, siamo di fronte a un’intelligenza ostica.
È un auotre cioè di quelli non facili, di quelli che danno da pensare. Mi vien da pensare infatti che esiste un intelligenza bella e altre che non lo sono. L’autore, è questo è la mia seconda osservazione da recensore, è portatore di un’intelligenza non bella. Di quelle intelligenze che non ti affascinano ma ti indispongono. Ti irritano. E allora a questo punto mi scatta una sfida personale con l’autore.
Il recensore indisposto a questo punto si mette a frugare nel suo armamentario lessicale alla ricerca di parole taglienti per vendicarsi della supponenza dell’autore, che invece di regalare un quarto d’ora di sana evasione, ti mette di fronte a temi scottanti quali : il senso di estraneità che vive sulla sua pella l’immigrato, la cacofonia di una comunicazione dall’alto che veicola messaggi atti a intorpidire le coscienze, il tema dell’identità, del Noi e dell’Altro…; con toni a tratti poetici, a tratti sapienziali, a tratti da manuale da radio elettra, con qua e là e sprazzi di genialità. Ed ecco allora che il recensore si trova quasi costretto a infilzare l’incauto autore con un aggettivo all’altezza della situazione: postmoderno.
Postomoderno fino al midollo. La trama frammentata e sincopata è sintomo evidente di postmodernismo. Idem per la metanarrazione.
Non so quanto post moderna, ma senz’altro efficace, è la trovata del’altoparlante come metafora di questa nostra società della comunicazione. Altoparlante che con l’ausilio di termini crudamente tecnici, l’autore viviseziona e ne estrae i singloli elementi per mostrarceli e renderci edotti dei subdoli artefizi persuasivi che ci rendono consumatori compulsivi, in balia agli “spacciatori di felicità”.
Il suo dichiarao debito a KafKa, Paul Eluard, Walter Benjamin sono, infine, la prova provata del suo postmodenismo.

Ora la chiusura: è un libro complicato di un ragazzo intelligente. Una lettura non facile, per lettori esigenti, possibilmente allergici ai best seller. Uno scrittore migrante che nulla concede all’esotico e al folcloristico.

(il libro mi è stato offerto gratuitamente per una recensione)

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Blog A.L.M.A

by admin on 21 gennaio 2012

Si chiama collettivo A.L.M.A., ed è un blog collettivo fatto di scrittori migranti. Dico scrittori migranti perché è una definizione fumosa quanto basta per mettere sotto un unico cappello l’etereogeneità delle varie individualità che vanno a condividere questa nuova avventura. Alcuni sono senz’altro degli scrittori, penso a Igiaba Scego, Laila Wadia, karim Metref,Gabriella Kuruvilla, Milton Fernandez,Tahar lamri… , perché hanno alle spalle pubblicazioni che hanno riscosso un buon successo. Gli altri scrivono anche loro, e sicuramente prima o poi partoriranno anch’essi il loro capolavoro. Ma per ora credo non s’offenderanno se ci limitiamo a chiamarli intellettuali.
A me piace chiamarci tutti, scrittori e non, migranti digitali.
Migranti lo siamo. Digitali in quanto ci affidiamo al web per diffondere la nostra voce. Migranti digitali perché mi sono accorto che siamo tutto tranne che dei nerds. Persino il nostro web master, santo Karim, per quanto ormai da tempo abbia adottato come seconda lingua l’HTML, ha scoperto questo mondo solo dopo aver compiuto i 30 anni.
Per ora l’entusiasmo è alle stelle. Igiaba, per dire, per la contentezza non sta nella pelle. E ci tiene molto a farcelo sapere: praticamente ogni due secondi ci manda un messaggio dove sostanzialmente non fa altro che ribadire questo concetto: “ questo collettivo mi piace proprio tanto, non sto più nella pelle per la contentezza”.
Alcuni del gruppo hanno accettato di buon grado di dirci succintamente come si sono imbattuti in questo collettivo e le ragioni per cui vi aderiscono.
Comincio io.
Malih
Karim mi ha chiesto se mi andava di farne parte, ho dato un’occhiata agli altri nomi che avevano già aderito e subito ho accettato. I nomi sono quelli di Igiaba Scego, Tahar lamri, Laila Wadia…, ovvero pietre miliari della scrittura migrante in Italia. Dei miti. La nobile ragione, dunque, per cui aderisco a questo collettivo è quella di essere affiancato ai nomi testè citati. Trattasi di vanagloria, null’altro che vanagloria.

Karim Metref:
Anni fa su iniztaiva di Cleophas Dioma avevamo tentato di creare un
blog simile, ma abbiamo dovuto smettere per la totale mancanza di
entusiasmo da parte del gruppo. Poche settimane fa, Igiaba ha
rilanciato l’idea… e, miracolo, tutti hanno detto: sìììì… Misteri
della natura umana. Ma se i tempi sono maturi per farlo. Io sono solo
felice.

Sumaya Abdel Qader:
In tempi di crisi ogni impegno di tipo culturale e sociale sembra passare in secondo piano.
Per questo accetto di partecipare a questo blog, per rilanciare una sfida:
cercare di comprendere, prendermi delle responsabilità, cooperare, sensibilizzare
alla solidarietà e testimoniare. Un impegno che ognuno di noi nel suo piccolo potrebbe
prendere per contribuire a migliorare questo difficile mondo.
E allora ALMA!

Issi
Partecipare ad una nuova avventura che racconta dell’Italia che cambia, è sempre un’esperienza affascinante. Per questo ho detto di si all’invito dell’amica Igiaba. Trovarsi insieme ai più importanti scrittori/blogger/giornalisti diversamente italiani, rende la cosa ancora più stimolante, quindi eccomi qui. Se volete sapere qualcosa su di me, ovviamente c’è google.

Shelly kittleson

Igiaba mi ha proposto l’idea durante un lungo, stipato ritorno a casa in autobus (il suo motorino era rotto, la mia bici idem). Credo fermamente che gli immigrati abbiano l’energia, la voglia di fare, il coraggio e le diverse visioni del mondo che potrebbero far guarire l’Italia, e quindi mi sento onorata di poter partecipare a quest’avventura.

Sarah Dinella
Da quando Igiaba mi ha proposto di partecipare a questo blog, è successo di tutto. Torpignattara si è trasformata in un set di Chi l’ha visto? ed è nata una nuova cittadinanza, quella “nordafricana”. Per la prima volta da anni un naufragio nel Mediterraneo è finito sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, ma non sul blog [Fortress Europe] di Gabriele del Grande. ALMA mi aveva già entusiasmato di per sé, le prime mosse del 2012 non hanno fatto altro che ribadire l’urgenza di tornare a resistere raccontando quello che accade con una lente diversa da quella dei media mainstream.

Scego Igiaba
Una sera ero al telefono con Tahar Lamri ci siamo detti “perchè non facciamo rivivere italieni?”.Infatti molti degli appartenenti al Collettivo Alma hanno anche partecipato all’avventura di italieni, una pagina sull’immigrazione che usciva ogni settimana all’interno della rivista Internazionale. Dopo due anni e mezzo l’avventura di Italieni è finita, come finiscono tante cose sulle riviste mainstream,. L’esperienza con Internazionale ci ha arricchito e ci ha unito. Non volevamo perdere questa nostra unione, questa nostra voglia di raccontare il mondo. Volevamo un altro luogo in cui esprimere noi stessi e quelle notizie che spesso nei media mainstream non trovano spazio. Così ho mandato una mail alle mie sorelle e ai miei fratelli. Ci siamo messi in moto ed pè nato il collettivo Alma. Un collettivo che si è arricchito man a mano di nuovi contributi, di nuove persone. Io spero che questo blog possa diventare un luogo dove le generazioni si incontrino e dove l’Italia possa veramente uscir fuori con tutti i suoi colori.

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#razzismoletterario

by admin on 20 gennaio 2012

Questi giorni, sull’inserto culturale Saturno de Il Fatto Quotidiano, sta avendo luogo una bella discussione sulla Scrittura Migrante. Ha dato il via Daniela Padoan con “Razzismo letterario:scrivi in italiano e non vinci mai” poi è stato il turno di Igiaba Scego con In attesa della cittadinanza letterara ; da ieri è online, sempre su Il Fatto Quotidiano, anche il mio di intervento.

Mi sto appassionando anch’io alla saga degli scrittori migranti. Fossi uno scrittore migrante (più modestamente sono solo un aspirante tale) non farei tanto l’offeso e anzi mi considererei più che soddisfatto della fetta di mercato che sin qui siete riusciti a ritagliarvi.

Certo, non siamo nell’ambito delle grosse cifre ma in quello più angusto delle nicchie. Inutile però tergiversare: siete sulla scena letteraria italiana da più di un ventennio, e non siete riusciti ancora a sfondare. In tutti questi anni non siete stati capaci di piazzare anche voi nelle librerie un sicuro talento come Fabio Volo. Un po’ di umiltà, basta fare gli incompresi e piuttosto vedete di curare come si deve la vostra nicchia. (continua)

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Scontro di civiltà per un parcheggio

by admin on 14 gennaio 2012

imgFare una bella manovra non è roba da tutti. Monti, ad esempio, è insuperabile in questo. Il suo stile è inarrivabile.
Il paese, però, sta attraversando una delicata congiuntura economica, politica e sociale. E volendo, anche astrale. Questo per dire che, stile o non stile, siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo: a fare anche noi le nostre piccole grandi manovre.
Insomma parcheggiare non è una roba semplice, se poi ci si mettono anche i parcheggiatori abusivi a complicare le cose, non se ne esce più.
Ora, nella paciosa cittadina di mare dove abito gli inverni sono lunghi da passare. Può capitare allora che la gente agguanti il primo diversivo che gli capiti a tiro e ci si trastulli finchè le forze glielo permettono.
Questa volta è toccato a quello che a occhi inesperti poteva sembrare null’altro che uno dei tanti inoffensivi comunicati stampa, diramati da qualche remigino in vena di scherzi, che si diverte a firmarsi col nome dell’utimo leghista arrivato.
Come sempre il bersaglio di simili missive è quella variegata e reietta umanità che staziona ai margini della società e interpella con la sola sua presenza quel che rimane delle nostre coscienze.
Nella fattispecie, i parcheggiatori abusivi, rei di infastidire. Più precisamente il capo d’accusa è stalking collettivo.
Così, a nostra insaputa, quelle desolate lande di nessuno che sono i parcheggi cambiano destinazione d’uso e diventano insolite arene per rinverdire l’ormai datato gioco di società che imperversa in occidente da un ventennio a questa parte: l’arcinoto scontro di civiltà.
A scontrarsi frontalmente abbiamo da una parte la Lega e la Fiamma tricolore e dall’altra praticamente tutte le formazioni, comprese quelle giovanili, di tutti gli altri partiti. Astenuto il Pdl. Interpellato circa i motivi della sua stensione,il Pdl, non sa, non risponde.
Intanto i parcheggiatori abusivi continuano tranquillamente a fare affari.
E nulla sembra distogliere la potente lobby degli scambisti dal continuare con i suoi porci comodi.

Sullo stesso tema vedi anche:
I parcheggiatori: ‘Datemi il permesso di soggiorno e non mi vedrete mai più in un parcheggio’

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Lasciamolo lavorare

gennaio 1, 2012

Le impennate dello spread certo spenneranno gli italiani , però per intanto li hanno liberati da Berlusconi per portare in dote Monti. Il brusco avvicendamento, sommato alla crisi, ha quasi rincoglionito del tutto gli italiani e ora sono lì tutti imbambolati ad assorbire il colpo. Passata l’era del grande comunicatore ora impera Lo Stile Monti. [...]

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Una ricchezza culturale che ha diritto di cittadinanza

dicembre 31, 2011

Nell’augurarvi un buon 2012 intanto ne approfitto per chiudere in bellezza questo 2011. Vi lascio dunque con questa bella intervista che ho rilasciato a Oriana Baldasso ( blogger esperta in tematiche interculturali). Mohamed Malih è uno scrittore Marocchino-Senigalliese, autore del blog Stracomunitari, in cui cerca di parlare di intercultura ed immigrazione ma non solo. E’ [...]

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Master in Studi sull’Islam d’Europa

novembre 29, 2011

Nasce da uno dei più antichi atenei al mondo il nuovo master sull’Islam, che va ad affiancare l’altro master, attivo ormai da più di un decennio, di mediazione interculturale. Direttore del nuovo Master è il Prof Enzo Pace, mentre il coordinatore didattico è il mio connazionale Prof Mohammed Khalid Rhazzali. L’ateneo patavino conferma così la [...]

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Vincitori ” Scrivere altrove” – Terza edizione

novembre 21, 2011

Scrivere altrove – Concorso letterario Terza edizione Sono stati selezionati i vincitori di “Scrivere altrove”, concorso letterario per i “nuovi cittadini” , promosso da “Mai tardi-Associazione amici di Nuto” e dalla Fondazione Nuto Revelli onlus con il sostegno della Fondazione CRT e della Banca di Caraglio, del Cuneese e della Riviera dei fiori e con [...]

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