Migranti
Carovanieri insonni
su dune d’asfalto
e notti senza cielo
inseguono
intimi miraggi.
Posted on March 10th, 2010 by admin
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Carovanieri insonni
su dune d’asfalto
e notti senza cielo
inseguono
intimi miraggi.
Posted on March 10th, 2010 by admin
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La sigla è di quelle che più anonime non si può. Ma dietro il ddl 733 B si cela una delle leggi tra le più retrive pensate dal governo Berlusconi, cinicamente detta “pacchetto sicurezza”.
Dal 2 giugno 2009, giorno della sua entrata in vigore, la clandestinità è un reato penale. Fuggire da un Paese in guerra, dalle torture, dalla fame e scegliere l’Italia come approdo porta dritti in quei lager che sono i Centri di identificazione ed espulsione. Oppure in galera.
I racconti contenuti in questa antologia sono stati scritti da autori migranti e italiani. Voci, culture, pensieri diversi levati contro una politica razzista che non può e non deve avere la meglio sul nostro futuro. Impensabile senza immigrati. E senza l’arricchimento che scaturisce dal confronto tra diverse culture.
Racconti di:
Julio Monteiro Martins, Pina Piccolo, Daniele Barbieri, Tahar Lamri, Milton Fernàndez, Mihai Mircea Butcovan, Giuseppe Calabrese, Raffaele Niro, Zhanxing Xu, Claudiléia Lemes Dias, Susanne Portmann, Helene Paraskeva, Jorge Canifa Alves, Marina Sòrina, Ismail Ademi, Leonardo Tondelli, Rosana Crispim Da Costa, Božidar Stanišić, raphael d’abdon, Paolo Buffoni Damiani.
Prefazione di Jean-Léonard Touadi.
(Con una stupenda epigrafe di Mohamed Malih)
I diritti d’autore di questo libro sono interamente devoluti al progetto “DIRITTIperDIRITTI” e saranno utilizzati per progetti culturali a favore dei migranti. Clicca qui per saperne di più del progetto!
«Presentarsi agli altri, gentilmente; poi con un sorriso-maschera cortese ripetere due, tre volte il proprio nome e cognome, esotici perché non italiani. [...] Ci sono però immigrati che, oltre a presentarsi in modo borghese, potrebbero fare altre scelte, soprattutto come testimoni della Storia.
Un giovane colombiano di nome Alvaro potrebbe presentarsi come colui che ha vissuto l’uccisione di tutti i suoi nove familiari, ed è riuscito a fuggire perché voleva vivere malgrado tutto; un kurdo di nome Jusef e sua moglie Aisha come coloro che su una zattera di gomme di auto usate sono riusciti a raggiungere l’altra sponda di un grande fiume in Iraq e a salvarsi dai loro persecutori»
Posted on March 3rd, 2010 by admin
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Parallelamente alla roboante campagna elettorale per le amministrative di
Senigallia, combattuta a colpi di banner, comunicati stampa e cartelloni
pubblicitari, si sta svolgendo un altra campagna elettorale che vede coinvolti
gli stranieri di Senigallia per la scelta dei candidati a consiglieri stranieri
aggiunti. A differenza delle scorse tornate elettorali, il nuovo regolamento
prevede per l’ufficializzazione della candidatura un minimo di 50 firme.
Io dovrei essere a quota 57. Naturalmente ringrazio tutti i volenterosi che si
sono recati fino all’ufficio elettorale per concedermi la loro preferenza. Di
questo gruppetto di firmatari vado particolarmente orgoglioso. E’ un gruppo di
persone eterogenee in quanto a età, sesso, fede, etnie e paese di provenienza,
che credo ben rappresenti la diversità degli stranieri di Senigallia.
Ma non è ancora tempo per i trionfalismi. Aspettiamo il 28 marzo per il
fatidico responso.
Comunque andrà a finire mi piacerebbe che chi siederà in consiglio comunale
sia cosciente del fatto che è lì per rappresentare tutti gli stranieri
indistintamente.
In ogni caso questa esperienza si sta rivelando davvero preziosa. Ho avuto
modo, più di quanto sono solito fare, di parlare con un sacco di gente che mi
ha fatto l’onore di confidarmi i loro timori e le loro speranze di migranti,
oltre alle consuete lamentele su cosa “il Comune” offra o non offra.
L’impressione è che la tanto discussa crisi economica colpisca più duramente
gli stranieri in quanto privi di quella scialuppa di salvataggio che è la rete
parentale.
Inoltre è davvero desolante la mancanza di punti di riferimento credibili che
possano aiutare gli stranieri per le varie informazioni di cui di volta in
volta necessitano.
Un altra nota dolente riguarda la casa. Fra sfrattati, sfrattandi, case
malsane e sovraffollate, penso che questo sia uno dei problemi che chiunque
amministrerà questa città dovrà affrontare con urgenza.
Questo in estrema sisntesi è ciò che mi rimane impresso da questa specie di
campagna elettorale per figli di un Dio minore.
Un ultima cosa. Per quanto tutti i politici sono soliti riepirsi la bocca di
immigrazione, stranieri e intercultura, come candidato, non ho avuto sentore di
una qualche sorta di interessamento dei politici in corsa per queste
amministrative riguardo ai futuri consiglieri stranieri aggiunti. Questo a mio
avviso denota quanto ancora la questioni immigrati, al di là degli slogan
mediatici, sia ancora percepita come cosa di poca importanza.
Ma forse questo è un male di tutta la politica e dei politici attuali. Si
interfacciano più coi media e meno con la gente in carne ed ossa. Per avere il
polso della situazione, invece, servirebbero meno slogan e cartelloni
pubblicitari e più strette di mano e vicinanza alla gente.
Per dirla con uno slogan: meno slogan, più prossimità.
Posted on February 27th, 2010 by admin
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consiglieri stranieri aggiunti
breve intervista rilasciata a Cavallari ( puntuto e anziano giornalista, molto discusso nel senigalliese).
Posted on February 22nd, 2010 by admin
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Mohamed Malih, scrittore Marocchino-Senigalliese, autore del blog Stracomunitari e mediatore interculturale ha annunciato la sua candidatura a Consigliere Comunale Straniero Aggiunto. Vivere Senigallia lo ha intervistato.
Mohamed, da quanto tempo vivi in Italia, e da quanto a Senigallia?
A Senigallia da più di sei anni… in Italia da molti anni.
Come mai hai deciso di venire in Italia? E perché poi ti sei trasferito a Senigallia?
Per motivi di studio. Mi ero iscritto alla facoltà di ingegneria a Padova… mentre a Senigallia per questioni famigliari: ho avuto una bambina con una senigalliese e abbiamo deciso di farla crescere qua.
Cosa fai per vivere?
Sono mediatore culturale, faccio l’interprete nel campo della giustizia ma non disdegno nemmeno altri e vari lavori saltuari… come la maggior degli stranieri mi arrabatto nella precarietà.. Sono anche ragioniere.
Sei anche scrittore di racconti e poesie… inoltre editi un blog molto apprezzato, non è così?
Questa cosa della scrittura è stata una sorpresa anche per me: dopo l’avventura del blog, e dopo l’incoraggiamento e gli apprezzamenti dei blogger e commentari senigalliesi, ho provato a partecipare ad alcuni concorsi per migranti e a quanto pare quello che scrivo sta riscuotendo un discreto successo…
Dicci qualcosa di più.
Il blog è tutto merito tuo, come tu ben sai, mentre per la scrittura ho vinto un concorso con la casa editrice Mangrovie con un mio racconto che s’intitola ‘Tradurre Kamal’. Recentemente una mia poesia è stata scelta come epigrafe per un libro di racconti che s’intitola ‘Ronde e Rondini’ e di questo sì che sono molto orgoglioso… tutto qua.
Non stai parlando con me, ma con i lettori, di cosa parla il blog? E il racconto dove è stato pubblicato?
Nel blog cerco di parlare di intercultura e di immigrazione…ma senza autoghettizzarmi su queste tematiche: penso infatti che dare la possibilità agli autoctoni di leggere cosa passa per la testa ad uno straniero possa aiutare in qualche modo a smussare inutili diffidenze e facilitare la reciproca conoscenza.
Nessuno mi aveva chiamato autoctono prima! E “Traducendo Kamal”?
Rassegnati lo sei… traducendo kamal è un elogio di Kamal al divano, ma vedo che stiamo scivolando sul letterario.
Era solo una parentesi per presentarti. Da cosa scaturisce la decisione di candidarti?
Dal desiderio di mettere la mia esperienza di migrante a servizio degli altri migranti ma anche degli italiani che con noi devono convivere. Ed anche per fare un esperienza diretta dei luoghi della politica.
Negli ultimi 5 anni hai seguito l’attività in consiglio di Mikela Rodica e di Abdul Kaium?
Sì ma è stato difficile anche perché non è che si sono distinti per iniziative. E dire che l’occasione per farlo non mancavano anche se il ruolo del consigliere aggiunto così com’è non è che dia grandi spazi manovra: Questo a loro discolpa.
Se venissi eletto cosa puoi impegnarti – concretamente – a fare?
Cercare di sensibilizzare i politici sul fatto che nella loro agenda la questione stranieri deve aver pari attenzione rispetto alle altre vicende di Senigallia, coinvolgere e valorizzare il capitale umano e di idee di senigalliesi e stranieri che hanno a cuore l’integrazione degli stranieri. Ci sono realtà che davvero lavorano molto e in silenzio e che meriterebbero più sostegno e visibilità. Penso al centro interculturale Le Rondini ad esempio.
Quindi ritieni che la Giunta Angeloni non abbia lavorato bene sulla questione stranieri?
Non ho detto questo, anzi colgo l’occasione per ringraziare il sindaco perché, almeno per quanto mi riguarda, ho sempre trovato in lei una persona disponibile all’ascolto. Certo si poteva fare meglio e di più: ci sono problemi come l’abitazione e il lavoro e nella promozione interculturale dove ci sono ampi margini di miglioramento
Ritieni che Senigallia sia una città razzista? O che una parte di Senigallia lo sia?
Io non penso che Senigallia sia una città razzista. Piuttosto assisto con sconcerto a certi meccanismi ormai collaudati in altre parti d’Italia, e che purtroppo stanno prendendo piede anche a Senigallia. Penso alla strumentalizzazione a scopi politici, e alla loro esasperazione, di problemi inevitabilmente legati alla fase iniziale della convivenza fra diversi. Il relativo successo della lega a Senigallia nelle elezioni europee è sintomatico in questo senso. Purtroppo l’immigrazione sta diventando un tema molto appetibile elettoralmente parlando e pur di racimolare voti c’è che non si fa scrupoli a scatenare inneschi che poi difficilmente possono essere domati.
Il Mezza Canaja spesso si schiera a difesa degli immigrati. Che pensiero hai verso il Centro Sociale Autogestito e l’Ambasciata dei Diritti?
Questi ragazzi hanno il merito di portare a galla alcuni drammi famigliari, e in qualche caso di risolverli, che altrimenti rimarrebbero nell’ombra, ma la mia speranza è che le problematiche legate all’immigrazione possano essere affrontate senza ridurle tutte a “casi umani”. Penso anche noi come immigrati oltre a chiedere più ettenzione alle istituzioni verso le nostro necessità, dobbiamo anche essere più propositivi. C’è da fare ancora molta strada, ma gli immigrati si devono convincere che i migliori ambasciatori di stessi sono loro stessi.
Sei mai stato clandestino?
Penso di no…
Cosa vuol dire “penso di no”?
Può anche darsi che abbia rinnovato il permesso in ritardo… in ogni caso clandestino è una brutta parola… mi evoca le ronde solo al pensiero rabbrividisco.
Come dovrebbe comportarsi il comune verso quegli stranieri che non hanno il permesso di soggiorno?
Un pò alla volta è il governo stesso che li sta regolarizzando, per ora hanno regolarizzato colf e badanti. Il comune può solo attenersi alle leggi che regolano la materia a livello nazionale.
Il comune quindi non deve destinare anche a loro i servizi e l’assistenza che destina a senigalliesi ed immigrati regolari?
Per usufruire dei servizi erogati dal Comune di Senigallia è richiesta la residenza e quindi i non residenti sono esclusi per regolamento. Sono altre realtà come la caritas e le associazioni del territorio che offrono aiuto a chi versa in stato di bisogno ed è irregolare.
Sei in Italia da più di 10 anni, perché non prendi la cittadinanza?
Sto pensando seriamente di fare domanda per la nazionalità.
E’ vero che stai studiando il dialetto senigalliese?
Sì sto cercando di imparare anche il dialetto…ma ormai sono pochi anche i senigalliesi che lo parlano.
Perché un immigrato senigalliese dovrebbe votare Mohamed Malih?
Devono votarmi perché penso che hanno imparato a conoscermi… e sanno che ci metterò tutto l’impegno possibile nel perorare le loro cause.
Cosa ti manca di più del Marocco?
I miei, certi posti, il tè, l’hammam (la sauna), la campagna.
Posted on February 12th, 2010 by admin
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Un noto blogger senigalliese nel fare un documentatissimo rsoconto di quanto nel 2009 è avvenuo a Senigallia, praticamente mi dedica tutto il mese di Giugno. Posto l’ampia citazione che mi dedica e lo rigrazio per “il noto cittadino e scrittore…”
17-18-19-22-23 Giugno – Il noto cittadino e scrittore di origine nord-africana Mohamed Malih, scrive un interessante saggio sulle contraddizioni che si sfogano in questo paese quando si parla di immigrazione, culture diverse, popoli stranieri. Da un lato la politica che mette in guardia dagli stranieri, dall’altro un continuo brulicare di feste, rassegne, festival, sagre, meeting internazionali dove il protagonista è sempre il migrante e la sua cultura. Poi finito l’evento tutto ritorna come prima. Trovando perciò la questione non poco assurda, Malih invita a boicottare ogni manifestazione locale e nazionale semplicemente non partecipandovi. Il giorno seguente, appreso della pubblicazione di Malih, interviene pure l’Ambasciata dei Diritti del Mezza Canaja: “Ci associamo all’articolo. Il 2 Giugno, durante la festa della Repubblica, l’inaugurazione della Piazza del migrante, con tanto di polemica al seguito per il giorno scelto, adesso la festa della Musica dedicata all’integrazione dei popoli. Quale festa! Quale integrazione! I migranti non hanno un tetto in questa città dove poter andare a dormire, lavorano in condizioni disumane come ambulanti d’estate oppure in nero nei canteri, subiscono controlli etnici e indiscriminati nel rione Porto Abbiamo chiesto che venisse riaperto il centro di prima accoglienza e che fosse utilizzato, come progetto anti crisi, indistintamente per italiani e migranti, ampliandolo per mezzo dello spazio adiacente, che si intervenisse sul contributo affitti, che per i migranti è stato tolto, che si rivedesse il regolamento comunale per i lavoratori ambulanti. Non c’è stata neanche una risposta dal governo della città, un silenzio politicamente inquietante di chi non sa dire niente e non ha idee se non quelle buoniste e perbeniste di una sinistra salottiera completamente estranea alle istanze e alle ragioni sociali degli ultimi, italiani o migranti che siano, e che interviene con le feste e le piazze di cui ai migranti non interessa assolutamente niente”.
Scoperto ciò sulla stampa interviene con tradizionale veemenza l’Assessore ai Servizi Sociali Volpini: “E’ una strumentalizzazione irresponsabile. Il dubbio è stato, a lungo, se rispondere o meno alla provocazione. Perché se non di provocazione si tratta, allora l’articolo a firma dell’Ambasciata dei Diritti, è davvero la più irresponsabile e vera strumentalizzazione, che gioca sulle difficoltà proprio di coloro che si fregia di difendere. E a questo si risponde con i fatti, con i dati. Ma prima una premessa: Senigallia ha avviato da anni un processo che la porta a diventare, progressivamente, multietnica e multiculturale. Anche la scelta di intitolare uno spazio della nostra città ai migranti è un atto che comprova questa volontà. L’intitolazione è stata ampiamente condivisa; se c’è qualcuno che non è d’accordo e si chiama fuori, se ne assuma la responsabilità. La precondizione però è quella di cercare una lingua comune fatta di diritti e doveri reciproci”.
Immediate allora le repliche dei migranti: “Con dati alla mano, ha presentato il lavoro portato avanti dal suo partito e dalla sua Amministrazione, lasciando intendere un approccio che si è contrapposto alle politiche penalizzanti delle destre. Osservando la drammatica situazione in cui versano adesso i nostri fratelli e sorelle, ci sembra quasi paradossale l’ottimismo che è stato professato. Noi migranti vorremmo approfondire i dati presentati e chiedere spiegazioni sul lavoro fatto riguardo le principali tematiche che regolano le nostre vite”.
Posted on January 29th, 2010 by admin
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Nei Bar, le vetrinette portaliquori, alle spalle del barista, sono oscurate da tendine che vengono giù come cascate sgargianti: sono i biglietti del Gratta e Vinci.
Ce n’è per tutti i gusti, anzi per tutte le tasche. Si va da 1 euro ai 30 euro. Più sale il prezzo e più le vincite (sempre eventuali) si fanno allettanti.
L’ultimo modello sfornato dalla premiata ditta dei Monopoli dello Stato, ha un nome da sogno: Turista per sempre. E va ad aggiungersi agli altri biglietti con altrettanti nomi da favola: miliardario, portafortuna, il tesoro del faraone, magico natale… Tutti nomi che inducono a sfidare la sorte, confidando, con una sola grattata, di risolvere tutte le preoccupazioni del fine mese e dei relativi grattacapi.
Ormai al bar ci si va più per rifornirsi di grattini che per i soliti caffè o ammazza caffè che siano.
Nessuno però vuol passare per giocatore incallito. E tutti s’ingegnano di far passare il momento dell’acquisto del grattino come se si trattasse di un gesto estemporaneo e puramente fortuito. Ma puntualmente, dopo la marca da bollo, l’accendino o il caffè, arriva la richiesta del biglietto vincente.
Le signore più manierate di solito non consumano in loco. Infilano il biglietto nella borsetta e rimandano l’appuntamento con la fortuna a luoghi meno promiscui.
Ma a grattare ovviamente non sono solo le signore. È una vera pandemia che non sta risparmiando nessuna categoria: dal manovale al professionista, maschi e femmine, giovani (e persino bambini) e anziani, oriundi ed immigrati. Tutti, indistintamente, grattano.
Anch’io, nel mio piccolo, l’ultima volta che sono entrato in un bar ho avvertito un insistente prurito, e ho dovuto per forza di cose grattare. Non ho vinto ma non ritenterò, e sarò senz’altro più fortunato.
(pubblicato su Vivere Italia)
Posted on January 28th, 2010 by admin
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Effequ sta preparando una raccolta di racconti per il 2010.
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Metteremo insieme storie del nostro Paese, storie sognanti o cupe, salvifiche e realiste. Cerchiamo scritture che compiano il proprio dovere civile andando anche al di là del reportage puro e semplice, e che siano capaci – partendo dalla semplice registrazione di quanto in basso sia arrivato in Italia il livello di tolleranza civile – di un ritorno all’invenzione e alla beffa, al dramma e alla commedia.
Inviateci il vostro racconto, da oggi ed entro il 24 aprile 2010. I racconti non possono superare le 15.000 battute, e dovranno essere liberamente ispirati ai tre fatti di cronaca qui riportati – tutti datati 9 gennaio 2010. Tra tutti i testi inviati, sceglieremo uno e un solo racconto, che entrerà a far parte della nostra raccolta.
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[ANSA, 9 gennaio 2010] MODENA – Tre tunisini sono stati arrestati nella serata di ieri a Modena dopo aver rubato una macchinetta per la vendita di giochi per bambini installata in viale Trieste. La squadra Volante della polizia li ha bloccati a bordo di un furgone pochi minuti dopo il furto. B.Y.H., 29 anni, S.H., di 34, e B.A., 28 anni, avevano un cacciavite di medie dimensioni, un piede di porco, una tronchese oltre a parti in plastica di colore blu: quelle che componevano proprio la macchina adibita per la vendita di giochi per bambini. Uno dei tre magrebini è anche stato trovato in possesso di numerose monete da uno e da due euro, probabile provento del furto.
[«la Repubblica», 9 gennaio 2010] ROSARNO – Avanza l’ombra della ‘ndrangheta sulle violenze scoppiate a Rosarno dove la tensione è ancora alta dopo gli scontri fra polizia, extracomunitari e cittadini. In mattinata, a Gioia Tauro, un immigrato è stato ferito, alle gambe e a un braccio, da colpi di fucile caricato a pallini, mentre un altro è ricoverato in ospedale in codice rosso (anche se non ci sono ancora particolari). Un altro immigrato, invece, è stato colpito a sprangate a Rosarno: “Mi hanno aggredito in otto e volevano ammazzarmi. Sono vivo per miracolo”. Sono queste le ultime due vittime di quella che è diventata una caccia all’immigrato: centinaia di extracomunitari hanno lasciato Rosarno, quelli rimasti isolati nei casolari di campagna si rivolgono alla polizia per chiedere di essere presi e accompagnati nel centro dove vengono organizzati i trasferimenti.
[ANSA, 9 gennaio 2010] FIUMICINO – Un agente di polizia addetto alla scorta di un gruppo di extracomunitari rimpatriati a Lagos, in Nigeria, dopo essere stato aggredito e morso su un orecchio da uno di loro è stato soccorso e operato d’urgenza dai medici del pronto soccorso dell’aeroporto di Fiumicino. L’uomo, che ora è in buone condizioni di salute, a cui sono stati assegnati 20 giorni di prognosi, è stato sottoposto nella piccola sala operatoria dello scalo romano, ad un delicato intervento chirurgico di reinnesto del lobo dell’orecchio. A quanto si è appreso l’agente, faceva parte del gruppo di poliziotti di scorta partiti ieri da Fiumicino con un volo Alitalia per Lagos via Accra, addetti al rimpatrio di un gruppo di nigeriani respinti dal nostro Paese. Secondo la ricostruzione dei fatti l’aggressione nei confronti del poliziotto è avvenuta nello scalo di Lagos. Un clandestino, approfittando di un momento in cui l’agente stava consegnando dei documenti al proprio collega, lo ha improvvisamente aggredito alle spalle e lo ha preso a morsi fino a staccargli il lobo di un orecchio.
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FAQ
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1. Voglio partecipare. Come faccio?
- copia e incolla integralmente il testo di questo post sul tuo sito o blog;
- quindi invia una mail a effequwantsyou(at)gmail.com segnalandoci dove hai copiato e incollato questo post (l’url);
- infine mandaci il tuo racconto (un solo racconto) all’indirizzo effequwantsyou(at)gmail.com entro il 24 aprile 2010.
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2. Come faccio a sapere se sto effettivamente partecipando?
Risponderemo alle tue mail. Tanto alla prima, con la segnalazione del copia e incolla, tanto alla seconda, alla quale allegherai il tuo racconto.
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3. Che racconto devo mandare?
Il tuo racconto deve:
- essere liberamente ispirato alle tre notizie di cronaca indicate nel nostro post;
- non superare le 15.000 battute;
- essere in formato di testo (.txt, .rtf)
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4 . Quando saprò se il mio raccolto sarà nella raccolta Effequ?
Se il tuo racconto sarà quello scelto, ti scriveremo – una volta scaduti i termini e letti tutti i testi. Segnaleremo il racconto scelto anche sul sito Effequ.
Scriveremo anche agli autori di quelli che, a nostro parere, saranno i cinque migliori racconti, che verranno pubblicati sul sito della casa editrice Effequ.
Posted on January 27th, 2010 by admin
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Sono sempre di più le donne che aprono un blog per riversarci dentro la loro esperienza di neomamme. Plausibile dunque che oltre ai soliti preparativi per accogliere come si deve il nascituro, oltre al corredino, le signore in stato avanzato di gravidanza si dannino anche per approntare in tempo il template più appropriato del blog dove raccontarci gli aspetti più salienti e il dietro le quinte del lieto evento.
Alcuni blog post partum sono ormai attivi da parecchio tempo, dal che desumo che non è lo svezzamento a sancire la loro fisiologica conclusione.
Probabilmente la mamme blogger continueranno ad esserlo almeno fino a quando il prgoletto/a non sarà maturo/a abbastanza per poter avviare a sua volta un blog per dirci delle sue uggie adolescenziali.
Solo a questo punto, esaurite tutte le scuse per indugiare oltre con la fase del puerperio, le nostre signore potranno darsi ad altro. Come ad esempio aprire un altro blog per dissertare dei pro e dei contro della menopausa. Vampate permettendo.
Qui di seguito alcuni link di chi ormai ha fatto del mommy blogging una seconda professione:
www.nonsolomamma.com
www.soldodicacio.com
www.panzallaria.com
( pubblicato su Vivere Italia)
Posted on January 25th, 2010 by admin
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È impressionante come la stampa abbia aggredito la vicenda di Almas Mahmood, ben decisa a non farsi sfuggire l’appetibile preda, se non dopo averla spolpata fino all’osso. Paginoni su paginoni. Titoli ad effetto. Interviste a tutta la rete di amicizie e conoscenti di padre e figlia . Foto del casolare di campagna dove vive la famiglia. Un vero Porta a Porta consumato sulle pagine dei giornali locali. Con tanti apprendisti Bruno Vespa allo sbaraglio.
Ce l’hanno messa tutta per offrirci dettagli macabri e altri eventuali atrocità.
Ma la notizia in sé, per quanto possano ricamarci sopra è – si potrebbe dire- esangue: un padre ha obbligato la figlia a salire con lui in macchina.
Sennonché il padre in questione è pakistano e musulmano. Questo basta per far scaturire le più cruenti fantasie. Vengono subito in mente le tristi vicende di Hina e Sanaa, e si scatena l’adrenalina dei cronisti.
Chissà per effetto di quale alchimia le news che vedono protagonisti i padri musulmani attirano la morbosità dei cronisti senza scrupoli e la curiosità malsana dei fruitori dei media.
E pazienza se poi l’opinione pubblica si farà degli immigrati una pessima idea. Pazienza poi se l’integrazione ne risentirà. Pazienza se poi molti padri musulmani si sentiranno mal percepiti. Ma soprattutto questa pazienza non la dovranno mai perdere: né va della loro patria potestà; né va della loro libertà e della privacy. Tutti aspetti che giustamente vengono messi in forse ogni volta che si ricorre alla violenza.
Ora però è giunta l’ora di dibattere serenamente del difficile ruolo dei padri immigrati. Padri in bilico fra modelli culturali della società che gli accoglie e nella quale crescono i loro figli, e i modelli culturali della loro società d’appartenenza.
Un dibattito scevro da pregiudizi, che serva a rendere consapevoli gli immigrati sulla peculiarità della loro paternità e che gli aiuti ad affrontarla nei modi più idonei, sempre tenendo presente la serenità e il benessere dei figli. Un dibattito che possa servire anche a scoraggiare inopportune ingerenze nel delicato rapporto padri-figli.
(pubblicato su Vivere Italia)
Posted on January 20th, 2010 by admin
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